"Presidente bocciato, assente ingiustificato". E' solo uno dei tanti striscioni con i quali i tifosi del Milan sabato sera durante l'ultima di campionato del Milan in casa (partita vinta 3-0 contro la Juventus) hanno contestato Silvio Berlusconi per un disimpegno nei confronti della società che sta lasciando la squadra ai margini del calcio italiano ed europeo.
Il tutto acuito dai successi dei rivali cugini interisti, che nel frattempo continuano a dominare in Italia e rischiano di raccogliere successi in Europa, campo nel quale il Milan ha sempre vantato una superiorità assoluta. "Sono amareggiato. Dopo tutto quello che ho fatto... non lo merito. Sono stato io a portare questa squadra sul tetto del mondo, li ho fatti sognare e vengo ripagato così...". "Non c'è riconoscenza".
Sono queste le considerazioni del premier che ha convocato squadra e dirigenti per un faccia a faccia nel quale probabilmente spiegherà quali sono i piani futuri. La situazione è chiara: gli investimenti folli degli ultimi anni, le campagne acquisti sontuose, gli ingaggi milionari, sono solo un ricordo. Chi vuole restare e chi vuole arrivare deve sposare il progetto Milan, fatto di sacrifici e pochi soldi.
In quest'ottica, dopo l'addio di Leonardo, il prossimo allenatore non sarà certo un nome di grido. Le ipotesi sono affidarsi a una soluzione interna, con Filippo Galli promosso allenatore e Tassotti ancora secondo, oppure puntare su un giovane emergente come Allegri, che non pretenderebbe certo una campagna acquisti sontuosa.
Ma c'è anche un'altra ipotesi: Berlusconi potrebbe lasciare. Il suo ruolo di premier mal si concilia con quello di presidente di una squadra di calcio che ha bisogno di investimenti, e i figli del Cavaliere non hanno mai mostrato particolare attaccamento alla squadra. A Milano circola la voce che Rodolfo Squinzi, imprenditore leader nel settore di adesivi e sigillanti per l'edilizia (la Mapei) abbia sondato il terreno. Il prezzo del Milan sarebbe di circa 450 milioni di euro, prezzo comprensivo dell'ultimo fatturato, del parco giocatori, delle proprietà immobiliari (Mapei), del marchio.
A una cifra del genere Berlusconi potrebbe anche decidere di lasciare, piuttosto che continuare a subire contestazioni e contaminare un passato ricco di successi. Ma Squinzi, a qaunto rivelato ieri da Fabio Santini durante il Processo di Biscardi, al momento avrebbe fatto un'offerta di circa 100 milioni inferiore alla stima reale. Per il Milan potrebbe essere un'estate di grandi cambiamenti. Se positivi o negativi, lo dirà solo la storia e il campo.
Video: contestazioni di San Siro a Berlusconi durante Milan-Juventus
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