
Oggi è il giorno di Cristiano Doni, che verrà ascoltato come elemento cardine dell'inchiesta sul calcio scommesse bis che sta investendo il calcio italiano e non solo. Doni è in carcere e chi l'ha visto racconta di un uomo distrutto da quello che sta avvenendo, che sta cercando di isolarsi e che probabilmente oggi racconterà altri retroscena inquietanti su un mondo che nasconde più di quanto si potesse immaginare.
Il parlamentare della Lega Giacomo Stucchi, che lo ha incontrato in carcere, riferisce le parole dell'ex capitano dell'Atalanta: «Non riesco a trovare la concentrazione, mi sento come se fossi finito sotto a un treno».
Poi la descrizione della situazione del giocatore: «Non dorme da tre giorni. E’ preoccupato per la famiglia e soprattutto per la figlia. Inoltre è consapevole di quanto l’Atalanta sia importante per Bergamo e per i bergamaschi e sa benissimo quanto sia delicata la questione. Non ha televisione né giornali, ma i detenuti del suo reparto lo tengono informato su quello che si dice fuori».
Uno degli elementi che ha fatto più scalpore è stato il tentativo di Doni di scappare la mattina in cui le forze dell'ordine hanno bussato alla sua porta. Si era raccontato di un Doni che aveva cercato di scappare in pigiama, ma sembra che in realtà si fosse solo spaventato non avendo capito chi fosse a quell'ora del mattino: «Ci ha spiegato che non ha mai cercato di scappare: erano le sei del mattino, stava dormendo e pensava che fossero i ladri». Vedremo cosa racconterà Doni, e se saranno dichiarazioni fondamentali per l'inchiesta.
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