
Il suo desiderio più grande? Partecipare alle prossime Olimpiadi di Pechino 2008. Il pensiero comune potrebbe esser spontaneo: basta allenarsi, gareggiare e qualificarsi per i giochi olimpici. Ma tutto questo non basta per Oscar Pistorius, l’atleta disabile sudafricano che aspetta con ansia e fiducia la sentenza del Tas fissata per il 29-30 aprile che gli potrebbe aprire le porte delle Olimpiadi. Come esluderlo definitivamente. Lo sport è come la vita e Pistorius non è un disabile, ma una persona che può vivere e correre come tutti, a dimostrazione di quanto la forza di volontà di un uomo possa essere superiore a tutto. Questa dovrebbe l’unica e vera motivazione per il suo ingresso come concorrente ai giochi di Pechino.
Il sogno di Oscar Pistorius sembrava esser svanito quando la Federazione internazionale di atletica leggera (IAAF) aveva dato comunicazione, lo scorso gennaio, che l'atleta disabile non avrebbe potuto partecipare alle Olimpiadi di Pechino perchè avvantaggiato dall'uso delle protesi: lo studio di una commissione medica indipendente, dopo test svolti presso l'Istituto di biomeccanica e ortopedia di Colonia, aveva, infatti, sancito che le protesi (fatte di carbonio) alle gambe dell’atleta gli avrebbero offerto chiari vantaggi meccanici. Si era arrivati al punti di dire che le protesi, anzicchè essere difetto perché richiedono comunque più sforzo nella prova fisica dell’individuo, sarebbero state per Pistorius di aiuto, perché lui non avrebbe avvertito lo stesso sforzo fisico dei suoi avversari, non mettendo sotto sforzo e a dura prova due arti che non ha.
Ma Pistorius non si arrende: i suoi occhi sono vivi e combattivi e lui non ha nessuna intenzione di mollare. Così, dopo aver ricevuto dal sindaco di Milano, Letizia Moratti, il sigillo della città, lo scorso due aprile, aspetta fiducioso la sentenza definitiva del Tribunale arbitrale dello Sport, che dovrebbe arrivare a fine mese. Sembra paradossale come un esempio per l’umanità intera debba essere, invece, relegato nelle fila degli esclusi e sembra assurdo pensare che la forza di volontà e la vita di un ragazzo 22enne come tanti, ma in difficoltà, non debba esser preso come modello ma anzi, debba sottostare a ‘regole’ che mai vengono osservate.
Categorie: Olimpiadi Pechino 2008 Atletica
Parole chiave: Olimpiadi 2008 oscar pistorius corsa
Autore: SportVlog Redazione
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